4 Novembre 2025
Prima Pavimenti per la Produzione alimentare Gourmet e celle a Temperatura Controllata
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Molte industrie alimentari operano in temperatura controllata, necessitano di pavimenti resistenti e certificati HACCP, leggi il nostro caso studio

Un problema spesso sottovalutato: il criosollevamento
Le aziende alimentari che operano in ambienti a temperatura controllata si trovano a gestire una criticità che spesso viene scoperta troppo tardi: il criosollevamento. Quando il gelo penetra attraverso la pavimentazione e raggiunge il terreno sottostante, l’acqua presente nel suolo si congela e aumenta di volume. Questa spinta progressiva solleva letteralmente il pavimento dall’interno, generando fessurazioni che compromettono l’impermeabilità, la conformità HACCP e la sicurezza operativa dell’intero stabilimento.
Non si tratta di un fenomeno raro: è una delle cause più frequenti di degrado prematuro nei pavimenti di celle frigorifere e aree di lavorazione a freddo. La prevenzione — attraverso una corretta progettazione del sistema pavimentante e la scelta di materiali specifici per ambienti a temperatura negativa — è l’unico approccio che garantisce durabilità reale nel tempo.
Prevenzione e progettazione
L’assenza di una progettazione dedicata e di pavimentazioni specializzate comporta inevitabilmente manutenzioni straordinarie costose nel medio-lungo termine. Analizzare preventivamente ogni criticità e adottare soluzioni tecniche appropriate garantisce durabilità, sicurezza e conformità alle normative HACCP.
Oltre alla pavimentazione, ci occupiamo anche della sigillatura professionale dei giunti: un passaggio essenziale per assicurare una completa impermeabilizzazione.
Le criticità tipiche di queste attività, richiedono pavimentazioni specifiche, resistenti agli shock termici, impermeabili e conformi alle normative HACCP per garantire sicurezza e durabilità
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Caso studio: uno stabilimento alimentare in provincia di Como
In questo caso studio abbiamo operato presso un’azienda di lavorazione carni e panini gourmet per il mercato dello street food, situata in provincia di Como. Lo stabilimento presentava pavimentazioni molto usurate in più aree — alcune con avvallamenti e perdita di pendenza verso le caditoie, altre con superficie deteriorata dal traffico continuo di carrelli e dall’esposizione agli acidi alimentari.
La produzione non poteva fermarsi: l’intervento è stato pianificato per fasi, limitando al minimo i disagi operativi e rispettando i protocolli igienici richiesti dalla normativa HACCP.
La soluzione: sistemi differenziati per ogni area
Soluzioni continue in resina per pavimentazioni HACCP
Il multistrato è un rivestimento in resina epossidica bicomponente dello spessore tra 1 e 3 mm. Per la realizzazione si applicano più strati di resina uno sull’altro conferendo ai pavimenti:
- Sicuro grazie alle caratteristiche antisdrucciolo,
- Resistente perché ha buoni valori di resistenza meccanica,
- un gradevole aspetto estetico ed è facile da pulire.
Qui di seguito, la descrizione delle soluzioni tecniche adottate per il ripristino delle superfici dello stabilimento.
MASSETTO EPOSSIDICO PENDENZIATO, COMPRESA IMPEGNAZIONE
Nelle aree più degradate con avvallamenti significativi abbiamo applicato un massetto epossidico pendenziato da 5 a 15 mm, che ha permesso di recuperare le quote e ripristinare le pendenze verso le caditoie — elemento fondamentale per la corretta gestione delle acque di lavaggio e la conformità igienica. Il massetto epossidico è inoltre impermeabile: non assorbe liquidi e previene la penetrazione di umidità.
PAVIMENTO TIPO MULTISTRATO EPOSSIDICO 1 MM
Per le zone di transito e stoccaggio con stress moderato abbiamo applicato un sistema epossidico multistrato per pavimentazioni industriali che comunque garantisce una superficie antiscivolo, è impermeabile all’acqua e ai liquidi in genere, presenta buone resistenze chimiche e meccaniche, oltre a un’elevata resistenza all’usura e all’abrasione causate dal traffico veicolare e pedonale. La scelta dello spessore dipende dall’intensità delle sollecitazioni meccaniche e chimiche a cui sarà soggetta la superficie.
PAVIMENTO TIPO MULTISTRATO EPOSSIDICO 3 MM
Nelle aree di lavorazione più sollecitate è stato applicato un abbiamo applicato un sistema epossidico multistrato con maggiore spessore. Grazie ai suoi spessori (3 mm), è possibile ottenere ottimi risultati funzionali, con buona resistenza agli acidi alimentari e all’abrasione.
Scopri i sistemi in multistrato epossidico >>
PAVIMENTO MULTISTRATO IN POLIURETANO CEMENTO
Per le celle frigorifere e le aree soggette a shock termici tra -25°C e +80°C, la scelta è ricaduta sul sistema in poliuretano cemento Mapei Mapefloor CPU, con spessori tra 4 e 6 mm. È il sistema più performante disponibile per ambienti alimentari a temperatura controllata: resiste ai cicli gelo-disgelo senza fessurarsi, è certificato per il contatto alimentare e garantisce antiscivolo anche in presenza di superfici bagnate o contaminate da grassi e liquidi di lavorazione.
Scopri le soluzioni in poliuretano-cemento >>
Il risultato
Una pavimentazione completamente ripristinata, differenziata per zona e pienamente conforme alle normative HACCP, realizzata senza fermare la produzione. La sigillatura professionale dei giunti, eseguita in parallelo alla posa, ha completato il sistema garantendo impermeabilità totale anche nei punti di discontinuità strutturale, spesso i più critici in ambienti soggetti a escursioni termiche continue.
FAQ
Come si ripristina la pendenza verso le caditoie in un pavimento di cella frigorifera deteriorato?
Il ripristino delle pendenze è una delle operazioni più critiche nel risanamento di uno stabilimento alimentare: una pendenza insufficiente verso le caditoie causa ristagni d’acqua che compromettono la sanificazione e favoriscono la proliferazione batterica. La soluzione tecnica più efficace è il massetto epossidico pendenziato, applicabile in spessori da 5 a 15 mm, che permette di recuperare gli avvallamenti, correggere le quote e ripristinare le pendenze minime richieste dalla normativa HACCP, il tutto senza necessità di demolire il supporto esistente, riducendo tempi e costi dell’intervento.
Perché il poliuretano cemento è preferibile alla resina epossidica nelle celle frigorifere?
La resina epossidica è un materiale rigido che, sottoposto a cicli ripetuti di gelo e disgelo, può fessurarsi per la differente dilatazione termica rispetto al supporto in calcestruzzo. Il poliuretano cemento ha invece una struttura intrinsecamente più elastica, che gli consente di assorbire i movimenti termici del supporto senza perdere adesione o integrità strutturale. Resiste a temperature comprese tra -25°C e +80°C, è certificato per il contatto alimentare indiretto e mantiene le proprietà antiscivolo anche in presenza di superfici bagnate o contaminate, caratteristiche fondamentali in ambienti di lavorazione carni, pesce e prodotti caseari.
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