Pavimenti in Resina per eliporti a norma ENAC
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Pavimentazioni in Resina per Eliporti: le soluzioni Prima Pavimenti che garantiscono sicurezza, prestazioni e durabilità

Data ultimo aggiornamento: 8 giugno 2026
Quali caratteristiche tecniche rendono le pavimentazioni in resina adatte agli eliporti, considerando resistenza e sicurezza?
Un’elisuperficie non è un piazzale come gli altri. Ogni intervento di riqualifica o nuova realizzazione deve rispondere sia a requisiti tecnici di resistenza, carichi statici e dinamici, shock termici, agenti chimici, sia a un quadro normativo specifico, quello dell’ENAC, che regola geometria, pendenze e segnaletica dell’area di volo.
Quando ci viene chiesto di riqualificare un’elisuperficie, ci troviamo spesso di fronte a un rivestimento in resina che ha subito danni significativi: anni di uso e intemperie hanno causato un degrado progressivo, fino al distacco di alcune aree dal supporto strutturale in calcestruzzo. Prima di applicare il nuovo rivestimento, è sempre necessario un intervento di ripristino profondo del supporto esistente.
Il quadro normativo ENAC: cosa serve sapere prima di progettare
Le elisuperfici in Italia sono regolate dal Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli Eliporti (RCEE) e, per le elisuperfici occasionali e contrattualizzate, dal quadro normativo che ha sostituito il DM 01/02/2006 con il nuovo Regolamento ENAC “Liberalizzazione dell’uso delle aree di atterraggio” (avio-idro-elisuperfici).
Due aree tecniche definiscono la geometria dell’infrastruttura, ed è da qui che parte ogni progetto di pavimentazione:
- FATO (Final Approach and Take-Off area): l’area sopra la quale l’elicottero completa le manovre di avvicinamento per l’hovering o l’atterraggio, o avvia il movimento verso il decollo.
- TLOF (Touch-Down and Lift-Off area): l’area di effettivo contatto a terra, può coincidere con la FATO o esserne una porzione dedicata.
Per la pavimentazione, il regolamento pone requisiti diretti:
- Pendenze: la TLOF deve avere una pendenza sufficiente a prevenire l’accumulo d’acqua sulla superficie — un requisito che condiziona sia la progettazione del massetto sia la scelta del sistema di finitura.
- Resistenza al carico: quando la TLOF è situata all’interno della FATO, deve essere resistente al carico statico ed in grado di sopportare il traffico degli elicotteri previsti.
- Categoria antincendio: determinata in base alla lunghezza fuori tutto del più grande elicottero previsto in esercizio (DM 01/02/2006, art. 12-13, richiamato dal nuovo Regolamento), rilevante nella scelta dei materiali e delle finiture superficiali.
- Segnaletica conforme: la delimitazione di FATO e TLOF, i marker di touchdown e le indicazioni direzionali devono rispondere a standard geometrici e cromatici specifici del Regolamento ENAC RCEE.
Progettare senza tenere conto di questi elementi fin dall’inizio è la causa più comune dei rifacimenti che ci troviamo a gestire su elisuperfici esistenti.
Aggiornamento normativo — Regolamento ENAC Avio-Idro-Elisuperfici
Edizione 1 Revisione 2 del 5 febbraio 2026
Il Regolamento ENAC “Liberalizzazione dell’uso delle aree di atterraggio (Avio-Idro-Elisuperfici)” è oggi alla sua Edizione 1, Revisione 2 del 5 febbraio 2026 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2026). I parametri fisici della pavimentazione ereditano sostanzialmente i principi del precedente D.M. 2006: per i pavimenti in resina o cementizi a norma, quindi, non cambia nulla nel merito tecnico. Resta però pienamente vigente e attivamente controllato da ENAC, l’obbligo per il gestore, incluse le strutture ospedaliere, di presentare una documentazione tecnica firmata da un professionista abilitato che certifichi la conformità della pavimentazione allo stato di fatto. Il mancato adeguamento documentale non è una questione formale: ENAC ha già disposto la cessazione dell’operatività, con cancellazione dagli elenchi ufficiali, per superfici la cui documentazione non risultava regolarizzata nei termini previsti.
Perché la resina epossidica è la soluzione tecnica di riferimento
La combinazione di resistenza meccanica, resistenza chimica, impermeabilità, sicurezza antiscivolo e durabilità rende i pavimenti in resina la scelta più diffusa per eliporti civili, ospedalieri e militari, dove sono richieste superfici robuste, sicure e facili da mantenere.
Durabilità e manutenzione ridotta: la resina resiste all’usura, all’abrasione e agli shock termici, mantenendo le prestazioni nel tempo con manutenzione minima — un fattore critico per infrastrutture operative come un eliporto, dove ogni fermo per manutenzione ha un costo in termini di continuità del servizio (specialmente per le basi HEMS, l’elisoccorso).
Resistenza meccanica e agli urti: le resine epossidiche sopportano carichi pesanti, urti e sollecitazioni intense, necessarie per il peso e il movimento degli elicotteri durante le manovre di atterraggio e decollo.
Resistenza chimica: resistenti a sostanze aggressive come oli, carburanti e liquidi di servizio, presenze comuni in un’area operativa aeronautica.
Impermeabilità e assenza di fughe: la superficie continua, senza giunti, impedisce infiltrazioni d’acqua e accumulo di sporco — un vantaggio diretto anche rispetto al requisito ENAC sulle pendenze e sul deflusso.
Resistenza agli agenti atmosferici e al gelo: i sistemi epossidici a malta spatolata offrono buona resistenza ai raggi UV e all’uso frequente di sali disgelanti per la pulizia invernale della pista, oltre a sopportare il flusso d’aria generato dal rotore.
Proprietà antiscivolo: la finitura può essere formulata per garantire una superficie antisdrucciolevole, riducendo il rischio di scivolamento durante le operazioni a terra.
Planarità: una superficie uniforme e priva di irregolarità è condizione necessaria per non compromettere le manovre di atterraggio e decollo — coerente con il requisito ENAC su carico e stabilità della TLOF.
Galleria



Il sistema tecnico: epossidico a malta spatolata traspirante
Prima Pavimenti realizza le pavimentazioni per elisuperfici con sistemi epossidici certificati a malta spatolata traspirante, con spessore variabile dai 6 ai 15 mm in funzione delle condizioni del supporto esistente e del traffico previsto. Lo stesso sistema è impiegato in ambito industriale per recuperare superfici in calcestruzzo fortemente compromesse — è la stessa logica tecnica applicata al ripristino profondo che spesso precede la posa su elisuperfici esistenti.
Il servizio chiavi in mano
Prima Pavimenti gestisce internamente tutte le fasi del progetto, dalla valutazione tecnica iniziale alla posa finale: sopralluogo e diagnosi del supporto esistente, ripristino strutturale dove necessario, applicazione del sistema epossidico, e realizzazione della segnaletica orizzontale conforme alle norme ENAC per la delimitazione di FATO, TLOF e le indicazioni di guida ai piloti durante le operazioni di atterraggio e decollo.
Referenze
Tra i progetti realizzati: la piattaforma di elisoccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano, la piazzola dei Vigili del Fuoco di Sarzana, l’elisuperficie del P.O. di Villa Scassi — ASL 3 Liguria (Genova), e l‘hangar elicotteri del IV Reparto Volo della Polizia di Stato a Palermo.
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FAQ elisuperfici
Cosa sono FATO e TLOF in un’elisuperficie?
La FATO (Final Approach and Take-Off area) è l’area sopra la quale l’elicottero completa le manovre di avvicinamento, hovering o decollo. La TLOF (Touch-Down and Lift-Off area) è l’area di effettivo contatto a terra, che può coincidere con la FATO o esserne una porzione dedicata. Entrambe sono definite dal Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli Eliporti.
Perché un pavimento in resina per elisuperfici richiede pendenze specifiche?
Il Regolamento ENAC impone che la TLOF abbia una pendenza sufficiente a prevenire l’accumulo d’acqua sulla superficie. Un sistema epossidico continuo e privo di giunti, correttamente posato su un massetto con la pendenza corretta, risponde direttamente a questo requisito.
Si può intervenire su un’elisuperficie esistente senza interromperne l’operatività?
Dipende dall’estensione del degrado e dalla presenza di più aree funzionalmente separabili (es. FATO e area di rullaggio). Nella maggior parte dei casi è possibile pianificare l’intervento per fasi o in finestre temporali concordate con il gestore, specialmente per infrastrutture non operative 24/7.
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Alessandro Balazsi
Direttore Tecnico

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