Museo Enzo Ferrari: Stratigrafia e Applicazione del Pavimento in Resina
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Per il Museo Casa Enzo Ferrari di Modena (10.600 mq di rivestimento a pavimento e parete, inaugurato marzo 2012), Prima Pavimenti ha realizzato una stratigrafia in tre fasi: primer SN con rete in fibra di vetro Mapenet 150 e spolvero di sabbia di quarzo, due mani di Mapefloor I 500 W miscelato con Mapecolor Paste RAL 9003, e finitura Mapefloor Finish 56 bianco RAL 9003 applicata a rullo per resistenza all'usura ed effetto satinato. A oltre 10 anni dalla posa, il pavimento mantiene intatte le sue caratteristiche

Un progetto iconico anche dopo più di 10 anni
Prima Pavimenti, in veste di applicatore fiduciario Mapei, è stata parte del team che nel marzo 2012 ha visto l’apertura al pubblico del complesso museale dedicato a Enzo Ferrari. Una stretta collaborazione con Mapei che ha fornito prodotti e soluzioni tecnologicamente avanzate, con un costante supporto tecnico in cantiere che continua tutt’oggi.
Per l’aspetto progettuale e le ragioni estetiche dietro la scelta del bianco, leggi il case study dedicato al design del pavimento.
Total White Resin Flooring: la stratigrafia
Rivestimenti a pavimento e a parete, su una superficie di intervento di 10.600 mq. Nello specifico, l’intervento di realizzazione del rivestimento in resina finale è consistito in tre fasi:
- Preparazione del supporto: stesura di PRIMER SN a spatola in due mani, con interposta rete in fibra di vetro MAPENET 150, e spolvero dello stesso ancora fresco con sabbia al quarzo 0,5.
- Corpo del rivestimento: stesura di due mani a spatola di MAPEFLOOR I 500 W, miscelato con MAPECOLOR PASTE RAL 9003 per la colorazione bianca.
- Finitura: applicazione a rullo, in due mani, di MAPEFLOOR FINISH 56 colore bianco RAL 9003 — per conferire ulteriore resistenza all’usura e l’aspetto satinato che caratterizza il risultato finale.
MAPEFLOOR FINISH 56, prodotto sviluppato appositamente per questo cantiere, restituisce un effetto satinato che riflette le luci colorandosi a sua volta, valorizzando i modelli di auto del cavallino rampante esposti nel museo.
Galleria: work in progress e risultato finale











Scopri di più sul progetto leggendo l’articolo Mapei dell’epoca. Anche Politecnica Ingegneria ed Architettura ha celebrato questo progetto: leggi il loro post su LinkedIn.
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FAQ
Perché è stato usato un sistema a tre strati invece di un’unica applicazione?
La struttura multistrato assolve a funzioni diverse in ciascuna fase: il primer con rete in fibra di vetro garantisce l’aggrappo al supporto e la resistenza meccanica di base, il corpo centrale costruisce spessore e colore uniforme su tutta la superficie, e la finitura a rullo aggiunge resistenza all’usura superficiale e l’effetto estetico satinato. Un’applicazione singola non potrebbe garantire lo stesso equilibrio tra prestazione strutturale e risultato estetico.
Il pavimento ha richiesto manutenzione straordinaria in oltre 10 anni di utilizzo?
No: a distanza di oltre 10 anni dalla posa, il pavimento non ha richiesto interventi di manutenzione straordinaria. Le caratteristiche di resistenza all’usura e l’aspetto satinato originale del Mapefloor Finish 56 si sono mantenute nel tempo, nonostante il traffico continuo di visitatori tipico di un museo di questa portata. Puoi vedere lo stato attuale del pavimento in questo video: Museo Enzo Ferrari, il pavimento bianco a oltre 10 anni dalla posa.
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