18 Maggio 2021

Crediti LEED e Pavimenti in Resina: Guida ai Crediti MR ed EQ

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Anche i singoli materiali impiegati nella costruzione devono corrispondere a determinati requisiti per contribuire ai crediti LEED.

Crediti LEED e pavimenti in resina: quali contributi reali può dare la pavimentazione

Chi progetta un edificio puntando alla certificazione LEED sa che ogni materiale impiegato nella costruzione viene valutato per il suo contributo potenziale al punteggio finale. Il pavimento, spesso considerato un elemento secondario nella strategia di sostenibilità di un progetto, può invece incidere concretamente su due categorie specifiche del protocollo: Materiali e Risorse (MR) e Qualità degli Ambienti Interni (EQ).

Questo approfondimento spiega quali crediti specifici un pavimento in resina può contribuire a far ottenere, con quali caratteristiche tecniche, e perché è importante distinguere tra “prodotto conforme ai criteri LEED” e “prodotto certificato LEED”, una distinzione che, per quanto tecnica, ha conseguenze pratiche dirette su come comunicare e documentare la scelta del materiale.

Un chiarimento necessario: nessun prodotto è “certificato LEED”

Prima di entrare nel dettaglio dei crediti, vale la pena chiarire un equivoco comune nel settore edile: parlare di “prodotto certificato LEED” non è tecnicamente corretto. La certificazione LEED riguarda l’edificio nel suo complesso, valutato attraverso un sistema a punti distribuito su otto categorie (Trasporto e Ubicazione, Sostenibilità del Sito, Efficienza Idrica, Energia e Atmosfera, Materiali e Risorse, Qualità degli Ambienti Interni, Innovazione, Priorità Regionale). Un singolo materiale da costruzione non può essere certificato da solo, ma può essere conforme ai criteri richiesti da uno o più crediti specifici, contribuendo così al punteggio complessivo che il progetto può raggiungere.

Questo contributo viene documentato attraverso quella che nel settore si chiama mappatura LEED, o Dichiarazione informativa sul prodotto per LEED®: un’analisi tecnica, spesso predisposta direttamente dal produttore, che indica a quali crediti specifici il materiale può contribuire e in quale misura. È questo tipo di documentazione, e non una certificazione di prodotto, quella che un proge

I crediti a cui un pavimento in resina può contribuire

Categoria Materiali e Risorse (MR)

La categoria MR del protocollo LEED valuta l’origine, la composizione e la gestione a fine vita dei materiali impiegati nell’edificio. Per un sistema di pavimentazione in resina, i criteri più rilevanti riguardano la gestione dei rifiuti di cantiere: un piano strutturato di recupero e riciclo dei materiali di scarto generati durante la lavorazione contribuisce al credito relativo alla gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione, che può valere fino a due punti a seconda della percentuale di rifiuti recuperati o riciclati rispetto a quelli conferiti in discarica.

Prima Pavimenti smaltisce tutti i residui provenienti dai propri cantieri in discariche autorizzate, e impiega materie prime riciclate da residui industriali nella formulazione di alcune resine, un fattore che concorre positivamente a questo tipo di valutazione.ate.

Categoria Qualità degli Ambienti Interni (EQ)

È la categoria in cui il contributo di un pavimento in resina è più diretto e misurabile. Il credito sui materiali a basse emissioni regola i limiti di emissività di sostanze organiche volatili (VOC) per diverse tipologie di prodotti applicati negli ambienti interni, incluse vernici e rivestimenti dei piani. Un pavimento in resina formulato con bassissime emissioni VOC, privo di solventi, risponde direttamente a questo requisito, contribuendo al punteggio della categoria EQ e, indirettamente, alla qualità dell’aria interna percepita dagli occupanti dell’edificio.

Questo è anche il motivo per cui Prima Pavimenti utilizza esclusivamente resine a bassissima emissione VOC: non è solo una scelta di tutela ambientale e della salute degli operatori, ma una caratteristica tecnica che ha un impatto concreto e documentabile sul punteggio LEED del progetto.

I prodotti Prima Pavimenti con documentazione LEED

Prima Pavimenti è applicatore fiduciario di tre dei principali produttori internazionali di sistemi per pavimentazioni in resina — Mapei, Sika e Sherwin-Williams, e utilizza prodotti delle rispettive linee con Dichiarazione informativa LEED®. I sistemi in poliuretano cemento, in particolare, dispongono di documentazione che ne attesta il contributo potenziale ai crediti LEED NC (New Construction, per gli edifici di nuova costruzione) e LEED EB (Existing Buildings, per la riqualificazione di edifici esistenti), un dettaglio rilevante perché molti progetti di pavimentazione industriale riguardano proprio interventi su edifici già esistenti, dove si applica lo standard EB.

Le linee Mapefloor di Mapei, i sistemi Sika Ucrete e Sikafloor, e le soluzioni ad alte prestazioni di Sherwin-Williams condividono le caratteristiche tecniche rilevanti ai fini LEED descritte in questo articolo: bassissime emissioni VOC, resistenza chimica e meccanica certificata, e documentazione tecnica disponibile per la fase di mappatura dei crediti del progetto.

Oltre alla bassa emissività VOC, Prima Pavimenti adotta una filiera a chilometro zero per i materiali impiegati, riducendo l’impatto ambientale del trasporto dal produttore al cantiere, un fattore che può concorrere ai criteri relativi all’approvvigionamento regionale dei materiali, indipendentemente dal fornitore specifico (Mapei, Sika o Sherwin-Williams) scelto in base alle esigenze tecniche del progetto.

Cosa significa in pratica per chi sceglie il pavimento

Per un progettista o un team tecnico che lavora su un progetto LEED, la scelta del sistema di pavimentazione non è quindi un dettaglio isolato, ma un tassello che si inserisce nella strategia complessiva di crediti del progetto. Richiedere al fornitore la documentazione specifica, la Dichiarazione informativa LEED® del prodotto, non una generica dichiarazione di sostenibilità, permette di valutare con precisione quanto quel materiale possa effettivamente contribuire al punteggio finale, evitando di basare le scelte progettuali su claim generici poco verificabili.

Per una visione più ampia dell’approccio Prima Pavimenti alla sostenibilità, che include anche gli aspetti sociali e di governance oltre a quelli ambientali, scopri il nostro impegno complessivo su sostenibilità ed ESG.

Un pavimento in resina può essere “certificato LEED”?

No, nessun materiale da costruzione può essere certificato LEED in senso proprio: è l’edificio nel suo complesso a ottenere la certificazione. Un pavimento può però essere conforme ai criteri richiesti da specifici crediti, e questo contributo viene documentato attraverso una mappatura o Dichiarazione informativa LEED® del prodotto.

Qual è la differenza tra LEED NC e LEED EB?

LEED NC (New Construction) si applica ai progetti di nuova costruzione, mentre LEED EB (Existing Buildings) riguarda la certificazione di edifici già esistenti, spesso nell’ambito di interventi di riqualificazione. Molti progetti di rifacimento pavimentazioni industriali rientrano proprio in questa seconda categoria.

Quali caratteristiche del pavimento contano di più per i crediti LEED?

Le emissioni di sostanze organiche volatili (VOC) sono il fattore più direttamente misurabile e regolamentato, rilevante per la categoria Qualità degli Ambienti Interni (EQ). Anche la gestione dei rifiuti di cantiere e l’origine regionale dei materiali contribuiscono, rientrando nella categoria Materiali e Risorse (MR).