2 Luglio 2018
GMP, ESD, ISO 14644: norme per pavimenti farmaceutici
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Pavimenti dedicati per ogni ambiente farmaceutico, dal magazzino alle camere bianche

Pavimenti in resina igienici, antistatici e resistenti per camere bianche, aree di produzione e laboratori
Le aziende che operano nel settore chimico-farmaceutico sono tenute al rispetto di severe norme igienico sanitarie e di sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo alla funzionalità della produzione.
I pavimenti in resina per l’industria farmaceutica, chimica e cosmetica, devono garantire un’alta resistenza agli agenti chimici, massima igienicità e sanificazione, facilità nelle operazioni di pulizia, ecco perché sono particolarmente adatti a tutte le aree che necessitano di un ambiente asettico come quelle del settore chimico e sanitario.
Vantaggi
I rivestimenti in resina in ambiente farmaceutico , presentano notevoli vantaggi:
Galleria



Pavimenti in resina per l’industria farmaceutica, chimica e cosmetica: come le norme GMP, ESD e ISO 14644 diventano specifiche tecniche del pavimento
A misura di azienda
Chi deve scegliere un pavimento per uno stabilimento farmaceutico, chimico o cosmetico si scontra presto con un problema concreto: la normativa di settore non parla mai di “pavimenti”, ma di requisiti di processo. GMP, ISO 14644, conformità ESD sono sigle che un ufficio acquisti trova nei capitolati ma che raramente vengono tradotte in termini pratici per chi deve davvero posare la resina.
Questo approfondimento nasce per colmare quel passaggio: cosa chiede ciascuna normativa, e cosa significa in pratica per la pavimentazione. Lo facciamo attraverso un caso reale, il magazzino logistico di Alleanza Salute, dove queste richieste si sono tradotte in scelte tecniche precise.
Per una panoramica completa delle soluzioni Prima Pavimenti per il settore, la pagina dedicata raccoglie tutti i sistemi disponibili: scopri tutte le soluzioni Prima Pavimenti per l’industria farmaceutica e chimica.
GMP: cosa chiede davvero al pavimento
Le Good Manufacturing Practice (GMP) sono le norme che regolano la produzione farmaceutica a livello europeo. Non esiste un capitolo della normativa GMP dedicato esplicitamente ai pavimenti, ma i principi generali, superfici facilmente pulibili, assenza di punti di accumulo per polveri e contaminanti, materiali che non rilascino particelle, si traducono in requisiti molto specifici quando si arriva a scegliere un rivestimento.
In pratica, un pavimento conforme agli spirito delle GMP deve garantire:
continuità della superficie, senza fughe o giunti che possano trattenere residui di prodotto o favorire la proliferazione batterica;
raccordi a parete arrotondati (le cosiddette sgusce), che eliminano l’angolo retto tra pavimento e parete, uno dei punti più critici per l’accumulo di sporco nei processi di sanificazione;
resistenza ai cicli di lavaggio frequenti con detergenti e disinfettanti, spesso più aggressivi di quelli usati in altri settori industriali;
tracciabilità del sistema applicato, con schede tecniche e certificazioni di conformità disponibili per gli audit di qualità.
Il sistema utilizzato per il magazzino Alleanza Salute, Mapefloor System 31, è un multistrato epossidico senza solventi pensato esattamente per rispondere a questi punti: spessore da 0,8 a 1,2 mm, impermeabilità agli oli e agli agenti aggressivi, resistenza ai lavaggi frequenti e ai carichi di carrelli elevatori.
ISO 14644: quando il pavimento entra in una camera bianca
La norma ISO 14644 classifica la pulizia dell’aria nelle camere bianche in base al numero di particelle per metro cubo. Non è una norma sui pavimenti in sé, ma per raggiungere la classificazione richiesta in un ambiente, sia esso una ISO 5, una ISO 7 o altre classi intermedie,ogni superficie del locale deve contribuire a ridurre il rilascio di particelle, pavimento compreso.
Per questo, nei progetti per camere bianche farmaceutiche si lavora su tre fronti:
finitura della superficie: lisce o satinate, mai porose, per non trattenere e poi rilasciare particelle nell’aria durante il calpestio o il passaggio di carrelli;
continuità tra zone diverse: il passaggio tra una camera bianca e l’area adiacente deve mantenere lo stesso livello di pulizia della superficie, senza soluzione di continuità nei materiali;
compatibilità con i protocolli di sanificazione: i detergenti usati nelle camere bianche sono spesso più aggressivi e frequenti che altrove, e il rivestimento deve mantenere intatte le sue proprietà nel tempo.
Non esistono pavimenti in resina certificati direttamente secondo la ISO 14644, la certificazione riguarda l’ambiente nel suo complesso, non il singolo materiale, ma la scelta del sistema di rivestimento è uno dei fattori che permette di raggiungere e mantenere la classificazione richiesta.
Conformità ESD: quando il rischio non è solo chimico o biologico
Negli ambienti farmaceutici con apparecchiature elettroniche sensibili, laboratori di controllo qualità, aree di confezionamento automatizzate, zone di stoccaggio di componenti elettronici per dispositivi medicali, il rischio non riguarda solo la contaminazione chimica o biologica, ma anche le scariche elettrostatiche.
La normativa di riferimento, la IEC 61340-5-1, richiede pavimentazioni che dissipino le cariche elettrostatiche accumulate, evitando sia il rischio di scintille in presenza di sostanze infiammabili sia il danneggiamento di componenti elettronici sensibili. Tecnicamente, questo significa scegliere tra:
sistemi dissipativi, che scaricano gradualmente l’elettricità statica accumulata verso la presa di terra, indicati per la maggior parte degli ambienti farmaceutici con apparecchiature elettroniche;
sistemi conduttivi, con una resistenza elettrica più bassa, riservati ad ambienti a rischio di atmosfera esplosiva o con presenza di solventi infiammabili.
La scelta tra le due opzioni dipende dalla valutazione del rischio specifica dell’area, e va definita insieme al cliente in fase di progettazione, non è un dettaglio che si decide a posa già iniziata.
Il caso Alleanza Salute: dalla normativa alla scelta tecnica
Per il magazzino logistico di Alleanza Salute, Prima Pavimenti ha applicato il sistema Mapefloor System 31, un epossidico multistrato senza solventi da 0,8 a 1,2 mm di spessore. La scelta è nata da un’esigenza precisa del cliente: un ambiente di stoccaggio per prodotti farmaceutici che doveva garantire elevata resistenza chimica, impermeabilità agli oli e agli agenti aggressivi, resistenza all’usura causata dal traffico intensivo di carrelli elevatori, e un marcato effetto antisdrucciolo per la sicurezza degli operatori.
L’intervento è stato realizzato direttamente su un pavimento preesistente, riducendo sensibilmente i tempi di applicazione rispetto a una demolizione e ricostruzione completa, un fattore decisivo per un magazzino logistico che non può permettersi lunghi fermi operativi.
Come scegliere il sistema giusto per il proprio ambiente
Non esiste un’unica risposta valida per tutti gli ambienti farmaceutici, chimici o cosmetici: un magazzino di stoccaggio, una camera bianca e un laboratorio di controllo qualità hanno esigenze normative e tecniche molto diverse tra loro. La scelta del sistema corretto dipende dalla destinazione d’uso specifica, dal livello di classificazione richiesto e dalle sostanze chimiche con cui la superficie entrerà in contatto.
Per una panoramica di tutti i sistemi disponibili in base all’ambiente: camere bianche, magazzini, laboratori, aree a rischio ESD. La pagina dedicata di Prima Pavimenti raccoglie le soluzioni complete per il settore: scopri tutte le soluzioni Prima Pavimenti per l’industria farmaceutica e chimica.
Esiste un pavimento certificato GMP?
No, la certificazione GMP riguarda il processo produttivo nel suo complesso, non il singolo materiale. Un pavimento può essere progettato per rispettare i principi richiesti dalle GMP (continuità, pulibilità, resistenza chimica), ma la conformità si valuta sull’intero sistema produttivo durante gli audit.
Qual è la differenza tra pavimento dissipativo e conduttivo?
Il pavimento dissipativo scarica gradualmente le cariche elettrostatiche verso terra ed è la scelta più comune in ambito farmaceutico. Il pavimento conduttivo ha una resistenza elettrica più bassa e si usa in ambienti a rischio di atmosfera esplosiva, dove è necessario uno scarico più rapido delle cariche.
Quanto tempo richiede l’applicazione di un pavimento in resina su un magazzino esistente?
Dipende dalla metratura e dallo stato del sottofondo, ma uno dei vantaggi dei sistemi epossidici multistrato è la possibilità di applicarli su pavimentazioni preesistenti, riducendo sensibilmente i tempi rispetto a un intervento di demolizione e ricostruzione completa
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