21 Maggio 2026

Caso studio: Impermeabilizzazione coperture con poliurea ibrida

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Impermeabilizzazione coperture con poliurea ibrida: la soluzione definitiva per tetti industriali e produttivi

Impermeabilizzazione coperture con poliurea ibrida: la soluzione definitiva per tetti industriali e produttivi

Per il nostro cliente SAES Getters S.p.A. leader nella produzione di materiali funzionali avanzati e componenti per il vuoto a Lainate, oltre alla manutenzione continua delle pavimentazioni, ci siamo occupati dell’impermeabilizzazione della copertura.

Le coperture industriali sono tra le superfici più esposte agli agenti atmosferici: escursioni termiche estreme, raggi UV, grandine, ristagni d’acqua e carichi da manutenzione mettono a dura prova qualsiasi sistema impermeabilizzante. Le soluzioni tradizionali, ovvero le guaine bituminose e membrane sintetiche, garantiscono prestazioni accettabili nel breve periodo, ma mostrano limiti significativi nel medio-lungo termine, soprattutto quando applicato su superfici già esistenti o in presenza di geometrie complesse.

Prima Pavimenti si avvale di una soluzione tecnica evoluta: l’impermeabilizzazione con membrana in poliurea ibrida liquida RAYSTON IMPERMAX POLIUREA H di Krypton Chemical, applicata direttamente sulla guaina esistente senza demolizione e aspettativa di vita certificata di 25 anni.

1. La soluzione tecnica: come funziona il sistema

Il sistema prevede un processo integrato in cinque fasi principali, progettato per massimizzare l’adesione, eliminare le infiltrazioni e garantire la durata nel tempo senza interventi invasivi sulla struttura portante.

1. Preparazione e pulizia

Pulizia accurata del sottofondo mediante idrogetto ad alta pressione con sistema Rotojet, che rimuove efflorescenze, polveri e residui senza danneggiare la guaina sottostante. Verifica delle guaine in fase di distacco con ripristino tramite saldatura, tassellatura o sostituzione localizzata. Revisione e sostituzione dei bocchettoni di scarico.

2. Installazione degli esalatori in TPE

Posa in opera di esalatori in elastomero termoplastico ogni 30-40 mq. Gli esalatori svolgono una funzione critica: evacuano i vapori che si formano al di sotto dei manti impermeabilizzati, prevenendo rigonfiamenti, accartocciamento delle membrane e degradazione dello strato coibente. Senza questa fase, l’umidità intrappolata comprometterebbe l’adesione dell’intera impermeabilizzazione.

3. Preparazione dei punti critici con sgusce elastomeriche

Realizzazione di sgusce di raccordo elastomeriche nelle zone angolari, nei risvolti e nei dettagli costruttivi mediante bandelle butiliche o sigillante poliuretanico. Questa fase elimina i punti di concentrazione delle tensioni termiche, la principale causa di infiltrazione nelle impermeabilizzazioni tradizionali.

4. Primer di ancoraggio

La stesura del primer può essere eseguita a rullo o airless. Il primer garantisce la massima adesione tra la guaina preesistente e la membrana in poliurea, creando un legame chimico stabile anche in presenza di superfici con irregolarità superficiali.

5. Membrana in poliurea ibrida

Applicazione a rullo o airless della membrana bicomponente. La reazione per poliaddizione dei due componenti produce in tempi rapidi una membrana elastomerica termoindurente e isotropica, completamente priva di giunzioni e sormonti che si adatta perfettamente alla geometria del supporto. Al termine abbiamo dato una mano di finitura con sistema poliuretano alifatico UV-resistente di colore bianco, che garantisce la massima stabilità cromatica e la resistenza agli agenti atmosferici.

2. Certificazioni: il quadro normativo di riferimento

Il sistema RAYSTON IMPERMAX POLIUREA H è uno dei sistemi impermeabilizzanti per coperture più certificati sul mercato europeo. Le certificazioni coprono tutti gli scenari d’uso rilevanti per strutture industriali e produttive:

Prestazioni sulla copertura

  • EOTA EAD 030350-00-0402: Impermeabilizzazione tetti in categoria Severa — aspettativa di vita 25 anni con finitura alifatica (W3) e 10 anni senza finitura (W2)
  • UNI 11928-1: Impermeabilizzanti liquidi per tetti
  • UNI 14891:2012-07: Impermeabilizzanti liquidi sotto piastrella

Resistenza meccanica e agli agenti atmosferici

  • UNI EN 13583: Resistenza all’impatto da grandine: classificazione in categoria Severa
  • EN ISO 527-1/3: Proprietà meccaniche (trazione, allungamento a rottura)
  • UNI-EN ISO 12236:2007: Punzonatura CBR
  • UNI-EN ISO 34-1:2011: Resistenza allo strappo
  • EN 13949: Penetrazione delle radici (membrana antiradice)

Reazione al fuoco

  • EN 13501-5: Classificazione Broof(t2) su supporto combustibile e non combustibile — idoneo per tetti industriali soggetti a normativa antincendio
  • DIN 4102-1:1998: Prova di resistenza e reazione al fuoco

Applicazioni speciali

  • UNI EN 1504-2: Protezione e riparazione di strutture in calcestruzzo
  • UNI EN 14414:2004: Resistenza chimica al percolato di discarica urbana
  • IEC/EN 60243-1:2013: Rigidità dielettrica — idoneità come isolante elettrico
  • UNI EN 495-5:2015: Piegabilità a basse temperature fino a -45°C
  • UNI EN 495-5:2015: Transizione vetrosa

3. Tabella comparativa: poliurea ibrida vs. soluzioni tradizionali

La tabella seguente confronta le principali caratteristiche prestazionali del sistema in poliurea ibrida con le soluzioni impermeabilizzanti più diffuse sul mercato per coperture industriali.

CaratteristicaPoliurea ibridaGuaina bituminosa tradizionaleMembrana sintetica (PVC/TPO)Guaina liquida elastomerica
Durata utile25 anni ✓10–15 anni5–10 anni5–8 anni
Continuità membranaMonolitica ✓Giunti presentiGiunti presentiGiunti critici
Resistenza UVAlta (UV-stable) ✓MediaBassaBassa
Resistenza grandineBroof(t2) ✓ParzialeAssenteAssente
Temp. operativa-45°C / +180°C ✓-20°C / +80°C-10°C / +70°C-5°C / +60°C
Applicaz. su guaina exist.Sì, senza demolizione ✓NoParzialeSì, limitata
Tempi cantiereRapidi ✓MediMediLunghi
Polizza decennale inclusaSì ✓NoNoNo
Barriera gas RadonCertificata ✓NoNoNo
Zero VOCSì ✓NoParzialeNo

Fonte: elaborazione Prima Pavimenti su dati tecnici Krypton Chemical, VR-Poliurea, UNITEC International, Infobuild.

Caso studio: Impermeabilizzazione coperture con poliurea ibrida

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4. conclusioni

L’impermeabilizzazione con membrana in poliurea ibrida rappresenta oggi lo standard più avanzato per la protezione delle coperture industriali. Rispetto alle soluzioni tradizionali — guaine bituminose, membrane PVC/TPO, guaine liquide elastomeriche — offre una combinazione di caratteristiche che nessun altro sistema riesce a garantire simultaneamente: continuità monolitica senza giunti, resistenza certificata agli agenti atmosferici estremi, zero VOC, applicazione senza demolizione e aspettativa di vita di 25 anni certificata EOTA.

Inoltre, Prima Pavimenti può rilasciare polizza decennale di rimpiazzo opere in aggiunta alla quotazione richiesta. Questa è la misura concreta della fiducia nel sistema: non è solo una impermeabilizzazione, è una garanzia sul patrimonio edilizio dell’azienda.

Prima Pavimenti Speciali esegue sopralluoghi tecnici gratuiti per la valutazione dello stato delle coperture e la definizione del sistema più adatto alle specifiche esigenze strutturali e operative di ciascun impianto.